Cosa succede quando il dolore e la sofferenza abbattono le barriere fisiche, oscurano la mente e svuotano l’anima? In un racconto intimo, dai toni leggeri e pregni di spirito fumettoso nella sua concezione più pura, Caparezza ci invita a indossare la tuta e a volare con lui nello spazio per cercare la risposta.

Attraverso il potere dell’immaginazione e con una delle sue armi più efficaci, ovvero il disegno, l’autore si immerge in un’avventura all’insegna dell’introspezione, per scavare dentro sé e cercare di comprendere come la sofferenza abbia cambiato a tutti gli effetti la sua vita. Di fronte all’infinità dello spazio, il cosmonauta Caparezza scopre di poter prender coscienza delle reali proporzioni dei problemi umani, soprattutto quelli personali.
Kria-Taur, il suo pianeta d’origine, è un mondo brulicante di idee, la cui personificazione rimanda a vere e proprie anime dei gironi danteschi. Esse interagiscono fra loro, rendendo la terra prolifica di immaginazione e creazione attraverso la propria realizzazione. Ma un giorno… l’oscurità si abbatte su Kria-Taur e il temibile Darktar, un mostro dall’aria mortifera, si impossessa del pianeta e dei suoi abitanti, rendendo tutto depresso e buio. Il cosmonauta, affiancato da amici non privi di sorprendenti abilità, vola attraverso le galassie per portare a termine la missione, alla ricerca di una luce che possa tornare a far fiorire casa sua.
La narrazione è epica, scandita dalle numerose citazioni delle opere più importanti della nona arte, ma soprattutto dalla suddivisione in capitoli che rimanda alla playlist dell’omonimo album Orbit Orbit, uscito contemporaneamente al fumetto. Si tratta senza dubbio dell’elemento chiave per comprendere a pieno l’opera. Quella che potrebbe sembrare una semplice strategia di marketing per aumentare i ricavi, è in realtà un passaggio delicato nella vita artistica e personale di Caparezza. In seguito ad un grave problema di ipoacusia e acufene, il rapporto tra il cantante e la sua musica si è compromesso quasi del tutto, con l’avanzare dell’età che ha aumentato la forza d’impatto di questa “sciagura” anche sulla psiche. Ma è proprio qui che entra in gioco il potere salvifico del racconto a immagini: per poter tornare di nuovo a produrre musica, Caparezza sceglie di raccontare la sua storia attraverso il disegno, messo al centro del progetto e indispensabile per scacciare il mostro che ha trovato rifugio nell’anima dell’artista.
È soprattutto nella ricerca della libertà che il cosmonauta può iniziare un processo di consapevolezza complicato, ma estremamente formativo. Col passare del tempo e lo scorrere delle pagine, il protagonista riesce a sgretolare la roccia delle certezze che ricopre il suo “io”, scioglie le catene che per una vita lo hanno tenuto ancorato a principi autoimposti, impedendogli di vivere la vita, l’unica strada percorribile verso la libertà.

Il punto di forza dell’opera di Caparezza è sicuramente la capacità di mettere in luce e fronteggiare quegli elementi all’apparenza imperscrutabili dell’umanità che coinvolgono in primis il protagonista, ma che di fatto, ad una lettura più approfondita, accomunano un po’ tutti noi: le aspettative verso gli altri e soprattutto verso noi stessi; la gioventù come guinzaglio che ci tiene legati al passato; la ragione o la fede come uniche risposte ai problemi.
È un fumetto che fa ridere, emozionare, ma soprattutto viaggiare con la mente, attraverso tavole immersive realizzate dalle abilissime mani di artisti come Riccardo Torti, Sergio Gerasi o la sorprendente Yi Yang, affiancati da un team di altissimo livello. La qualità del lavoro tecnico va di pari passo con lo spessore della sceneggiatura, certamente non originale, ma in grado di aggiungere elementi di interesse e di approfondimento al tema del viaggio e dell’introspezione.
Se siete fan di Caparezza e avete ascoltato l’album non conoscendo questa chicca, non potete assolutamente perdervela; se non lo foste, a maggior ragione, recuperate entrambe i lavori: scoprirete un mondo di citazioni e rimandi che alimenteranno a lungo la vostra sete di conoscenza.
1 comment
Volevo già comprarlo, poiché sono rimasto molto colpito dal mondo interiore cantato da Caparezza nel suo album, con le tue parole mi hai convinto. E un pò mi hai fatto emozionare. Grazie Paolo