Home Film 28 ANNI DOPO – IL TEMPIO DELLE OSSA di Nia DaCosta

28 ANNI DOPO – IL TEMPIO DELLE OSSA di Nia DaCosta

by Valerio Brandi

Dopo aver portato sua madre Isla (Jodie Comer) dal Dott. Kelson (Ralph Fiennes) e messo in salvo la neonata sana di un’infetta presso la propria isola, il giovane Spike (Alfie Williams) aveva deciso di continuare a vagare per la terraferma del vecchio Regno Unito alla ricerca della sua identità. Una scelta abbastanza avventata, perché doveva immaginarsi che oltre agli infetti c’era il rischio di incontrare esseri umani sani, ma pericolosi. E l’incontro con colui che si definisce Sir Jimmy Crystal (Jack O’Connell) ha confermato in pieno questa possibilità.

Il Dott. Kelson (Ralph Fiennes) e l’infetto Samson (Chi Lewis-Parry).

Così era finito 28 anni dopo (leggi qui la nostra recensione) di Danny Boyle. Dopo essere tornato dietro la macchina da presa sei anni dopo l’ultima volta, il regista di 28 giorni dopo si è limitato ad essere il produttore del quarto capitolo di questa saga orrorifica. Al suo posto è stata scelta Nia DaCosta (Candyman e The Marvels), mentre Alex Garland ha curato anche in questa occasione la sceneggiatura.

28 anni dopo – Il tempio delle ossa si apre con Spike costretto ad entrare nella setta satanista di Jimmy per sopravvivere. Questo gruppo, oltre ad essere diventato molto abile nell’uccisione degli infetti, è determinato a torturare e sterminare anche i pochi esseri umani sani rimasti in Gran Bretagna in nome del “vecchio caprone”. Nel frattempo, presso il suo tempio delle ossa, il Dott. Ian Kelson, come Robert Neville di Io sono leggenda, continua i suoi esperimenti sugli infetti nella speranza di trovare una cura e comincia a stringere un legame sempre più forte con l’Alpha Samson (Chi Lewis-Parry).

Sir Jimmy Crystal (Jack O’Connell) e i suoi seguaci.

28 anni dopo – Il tempio delle ossa è il classico capitolo di transizione in attesa del gran finale, ma è al tempo stesso un lungometraggio che offre allo spettatore molti elementi interessanti. Grande protagonista è ancora una volta Ralph Fiennes, capace di regalare un minimo di ilarità in una storia fortemente drammatica, in particolare quando cerca di tenere a bada le idee deliranti del personaggio di Jack O’Connell, e la sua entrata in scena sulle note degli Iron Maiden entusiasmerà più di un appassionato di heavy metal. L’altra parte del girato, come già accennato, è dedicata invece a Spike, un ragazzo che cerca in tutti i modi di sopravvivere, ma anche di fare sempre la cosa giusta. Una resilienza e una bontà d’animo non da tutti, capace anche di smuovere le menti corrotte in passato dalla malvagità.

Ottima anche questa volta la versione italiana, con la direzione e i dialoghi di Alessandro Rossi e la conferma di Roberto Pedicini (Ian Kelson), Gabriele Piancatelli (Spike) e Andrea Mete (Sir Jimmy Crystal).

Prodotto da Sony Pictures e distribuito da Eagle Pictures, 28 anni dopo – Il tempio delle ossa sarà al cinema in Italia da giovedì 15 gennaio 2026.

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