Già da diversi giorni al cinema negli Stati Uniti, Tony – Diario di un giovane cuoco arriva nelle sale italiane giovedì 27 agosto 2026, distribuito da I Wonder Pictures. Questo nuovo film biografico di Matt Johnson (BlackBerry) racconta l’inizio della carriera dello chef e scrittore Anthony Bourdain, basandosi solo in parte sui primi capitoli del grande successo di quest’ultimo, Kitchen Confidential.

Ci sono dunque alcuni cambiamenti, molti dei quali necessari. Del resto, lo stesso Bourdain non è mai stato molto esplicativo su certe parti della sua giovinezza. Nonostante le varie modifiche e licenze poetiche, l’essenza del vero protagonista non è stata tradita, perché il rinomato chef ha più volte affermato che l’estate del 1975 fu fondamentale per la sua carriera. Era un ragazzino narcisista e viziato, e lavorare come lavapiatti a Provincetown ha cambiato la sua vita.
Tutto ciò viene mostrato anche da Dominic Sessa, attore che in un suo precedente lavoro, The Holdovers – Lezioni di vita, aveva già interpretato un giovane intelligente, arrogante, ribelle e bisognoso di una lezione.
Questo Tony ricorda anche Il giovane Holden di J. D. Salinger, perché anche questo ragazzo decide di fuggire e mentire a tante persone, piuttosto che dire la verità sui propri insuccessi personali.
Ad occuparsi di lui sarà appunto l’uomo che inizialmente gli offrirà un lavoro nel suo ristorante Flagship, uno chef dal nome sconosciuto e interpretato da Antonio Banderas.
Entrambi i protagonisti sono personaggi con cui è facile empatizzare. Al contrario di un altro lavoratore di quel locale, Sal (Leo Woodall), Tony non è veramente cattivo. È soprattutto uno che per anni aveva subìto un rapporto tossico familiare, soprattutto da parte di sua madre Gladys (Dagmara Domińczyk).

Chef, invece, non è poi così differente da Tony. Aveva anche lui grandi ambizioni, ma a un certo punto sembra aver smesso di lottare, ritrovandosi a gestire un posto che è poco più di un fast food di pesce, in cui lavorano tipi poco professionali, come il già citato Sal.
Quando i due cominciano a fare sul serio insieme, il film diventa anche veramente appetitoso, perché per gran parte del primo atto era semmai l’esatto contrario. Sequenze ideali per mostrare la crisi motivazionale di Chef, e per denunciare la scarsezza di igiene di alcuni ristoranti.
C’è anche spazio per la vita sentimentale di Tony, anche quella un po’ vera e un po’ romanzata, perché la prima moglie di Anthony Bourdain si chiamava Nancy, come il personaggio interpretato da Emilia Jones (CODA – I segni del cuore).
Un film coinvolgente e anche molto interessante: oltre a introdurre Bourdain ai neofiti di storia culinaria, viene citato un altro cuoco esistito veramente, ossia François Vatel, la cui storia era già stata raccontata in passato grazie a un film di Roland Joffé, e con protagonista Gérard Depardieu.