Scritto insieme a Simona Nobile e diretto da Sergio Castro-San Martín, Il cileno è un film ispirato a eventi reali. Aldo Marín Piñones è esistito veramente, così come suo figlio, il quale ha dato un enorme contributo alla realizzazione di questo lungometraggio. Al tempo stesso, alcuni dettagli della vita di questo esule cileno non sono chiari ancor oggi, in particolare quelli relativi alla notte del 4 agosto 1977. Così questo, più che un film biografico è una storia introspettiva che vuole parlare dei valori e dei problemi delle lotte politiche, sia alle vecchie che alle nuove generazioni.

Ma andiamo con ordine. Siamo nel 1976 e in Cile imperversa già da tre anni una dittatura militare. Augusto Pinochet è alla continua caccia di oppositori politici da eliminare, e in questa lista di proscrizione c’è finito anche Aldo Marín (Camilo Arancibia), il protagonista della storia.
Spinto dal suo migliore amico Chapa (Andrew Bargsted), Aldo decide di lasciare il Paese sperando, prima o poi, di tornarci o di riuscire a mettere in salvo la propria famiglia.
A Torino i due amici trovano presto asilo politico e un lavoro, ma si accorgono velocemente che pure in Italia la situazione politica non è del tutto tranquilla…
Come ricordano i titoli di testa, se in Cile c’è un regime, in Italia ci sono gli anni di piombo. Estremisti di destra e sinistra sognano di salire al potere con la lotta armata, e intanto seminano il terrore tra i civili con continui attentati.

Un giorno, infatti, Aldo trova nella fabbrica dove lavora una bomba a orologeria, ma riesce a disinnescarla immediatamente, dato che in Cile era un minatore esperto di esplosivi. Il gesto non passa inosservato: prima degli sconosciuti lo pestano per vendetta, e poi viene contattato da due fratelli, Luciana (Sara Serraiocco) ed Enrico (Lorenzo Richelmy), militanti di Azione Rivoluzionaria. Il gruppo di estrema sinistra ha bisogno della sua competenza in fatto di bombe, ma Aldo pone le sue condizioni: non vuole essere complice in alcuna strage. Decide di accettare questo lavoro soltanto perché ha bisogno di soldi per aiutare moglie e figlio, dimostrando di non essere veramente dalla parte di quel movimento. Ha visto con i suoi occhi cosa comporta l’estremismo e cerca in tutti i modi di non essere così. Ma sarà sempre dello stesso parere?
Più che una bomba a orologeria, Aldo Marin sembra un uomo pieno di nitroglicerina: a forza di essere urtato, potrebbe esplodere. L’integrità del protagonista viene messa più volte a dura prova nel corso della sua avventura italiana, perché la violenza è ovunque e può colpire chiunque, come le donne che vorrebbero essere libere di abortire in sicurezza.

Andrew Bargsted (El Chapa) e Gaetano Bruno (Russo).
Il cileno non è solo un film che racconta in maniera veritiera gli anni Settanta italiani, grazie anche a un ottimo lavoro in quanto a costumi e musiche (come la famosissima canzone Se mi lasci non vale, uscita per la prima volta proprio nel 1976), ma è anche un thriller carico di tensione dalla prima all’ultima scena. Un ottimo modo di condannare gli estremismi e coloro che vorrebbero tornare indietro, negando diritti fondamentali come quello dell’aborto.
Si tratta di un’opera multilingue, dato che gli attori recitano sia in spagnolo che in italiano. Tra quelli nostrani ci sono anche due nomi che hanno partecipato alla lavorazione di Mission: Impossible – Dead Reckoning.
Il primo è Gaetano Bruno, che ne Il cileno interpreta un ruolo molto simile a quello visto nel film diretto da Christopher McQuarrie. Il secondo è Riccardo Lombardo: l’attore e doppiatore italiano (voce principale di Mr. Satan nel franchise di Dragon Ball) nel film con Tom Cruise era la voce del comandante del sottomarino russo, mentre in questa occasione è Giuseppe, il datore di lavoro di Aldo e Chapa.
Girato tra il Piemonte, il Cile e Locarno (Svizzera), Il cileno è nelle sale da giovedì 27 agosto 2026, su distribuzione Fandango.