Nell’isola polinesiana di Motunui vive la giovane Vaiana Waialiki (Catherine Laga’aia). Figlia del capo Tui (John Tui), è destinata un giorno a diventare la guida del suo popolo, anche se il suo più grande sogno è quello di esplorare il mare. Un desiderio che non solo le è proibito, ma che sembra comunque essere impossibile, data la difficoltà nel superare il reef con le loro barche da pesca. Ma una sera sua nonna Tala (Rena Owen) le racconta una storia, anzi, gliela mostra. La sua gente in passato aveva davvero navigato, grazie a delle grandi imbarcazioni. Per generazioni i vari capi hanno preferito restare al sicuro dentro la loro isola, ma ormai non si può più aspettare. L’agricoltura e la pesca su Motunui stanno morendo, e tutto questo sembra sia colpa di Maui (Dwayne Johnson), un semidio che mille anni prima rubò il cuore di Te Fiti, dando il via alla corruzione dell’oceano. Quest’ultimo ha scelto proprio Vaiana affinché sia lei la salvatrice dei popoli del mare: ci riuscirà?

Nel 2024 è uscito al cinema Oceania 2, sequel animato del Classico Disney del 2016, capace di generare al botteghino una cifra superiore al miliardo di dollari. Nel 2025 è stato invece distribuito Lilo & Stitch di Dean Fleischer Camp, il remake live-action del film d’animazione del 2002. Oltre a raggiungere un traguardo analogo, questo rifacimento era stato apprezzato per l’enorme fedeltà al prodotto originale (per maggiori dettagli, leggi qui la nostra recensione). Tutti presupposti che facevano pensare a un successo facile anche per questo live-action diretto da Thomas Kail (regista del musical Hamilton del 2020). Purtroppo, non è andata così.
Oceania (2026) è uscito negli Stati Uniti lo scorso 10 luglio, e alla luce degli incassi attuali, sembra davvero impossibile che possa ottenere una cifra tripla ai suoi costi di produzione. Segno che il pubblico è davvero volubile, oppure gli stessi spettatori di Oceania 2 e Lilo e Stitch (2024) si sono dispersi per mare o sono stati rapiti dagli alieni…
Battute a parte, resta appunto il rammarico, soprattutto per coloro che dopo aver visto il film (oltre che in anteprima stampa a Roma, in Italia è stato proiettato anche al Giffoni Film Festival 2026) sono rimasti semplicemente estasiati e accontentati. La medaglia d’oro di live-action Disney più fedele al suo corrispettivo animato ha un nuovo detentore: Oceania di Thomas Kail ha dunque superato pure Lilo & Stitch di Dean Fleischer Camp.

Non manca all’appello nessun personaggio principale: quelli umani sono stati tutti interpretati da attori di origini samoane, mentre animali e creature fantastiche sono state realizzate tramite CGI. Questo dimostra il maggior budget rispetto al film sull’alieno blu, anche perché è stata utilizzata l’animazione tradizionale per ricreare i tatuaggi in movimento di Maui e alcune coreografie musicali.
Oceania è un remake live-action del tutto particolare: è il primo basato su un Classico Disney completamente realizzato in animazione digitale, dato che quelli precedenti erano tutti basati su lungometraggi disegnati interamente (o quasi) in 2D. Una sorta di miglioramento, soprattutto per quel che riguarda gli esseri umani, che sono naturalmente realistici rispetto a quelli “gommosi” in 3D.
Catherine Laga’aia sembra essere nata appositamente per interpretare Vaiana e Dwayne Johnson è convincente anche dal punto di vista estetico, nonostante il disegno del Maui originale (che, per restare nell’ambito di wrestler di origini samoane, ricordava più Rikishi che The Rock).

E concludiamo con un altro elemento fondamentale, soprattutto per i puristi: il doppiaggio italiano. La scelta di far doppiare anche in questa occasione Dwayne Johnson a Fabrizio Vidale ha fatto discutere fin dall’inizio, ma non tutti lo hanno fatto in negativo. Per chi pensa che non si debba doppiare l’attore, bensì il personaggio, non poteva esserci scelta migliore. Vidale Era perfetto per doppiare Maui allora, e lo è tutt’oggi. La sua conferma è una grande ciliegia su una torta gustosissima e gran parte del merito va allo straordinario lavoro di Maria Grazia Napolitano (direttrice e dialoghista del doppiaggio italiano) che lo ha diretto egregiamente insieme a Ilaria Pellicone (Vaiana), Cinzia De Carolis (Nonna Tala), Francesco De Francesco (Tui), Marta Filippi (Sina) e Simone D’Andrea (Tamatoa).
E le canzoni? È scesa nuovamente in campo la Scuola Ermavilo, che con Lorena e Virginia Brancucci ha mantenuto la stessa melodia del 2016, e per quel che riguarda la cantante protagonista, c’è una bellissima particolarità. Elisa Rinaldi aveva doppiato all’epoca la parte cantata della piccola Vaiana: ora ha cantato tutte le canzoni di Catherine Laga’aia (l’unica ad avere in italiano una doppia voce: gli altri hanno tutti recitato e cantato), mentre Chiara Grispo ha contribuito insieme a lei a quella finale, durante i titoli di coda. Tradizione e innovazione: questa è una parafrasi ideale di una strofa della canzone “Ogni mio passo”, adatta per riassumere al meglio non solo il doppiaggio italiano, ma anche tutto ciò che è presente in Oceania. Un film melodioso, divertente e commovente, nelle sale da mercoledì 19 agosto.