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AVATAR – FUOCO E CENERE di James Cameron

by Valerio Brandi

Dopo poco più di tre anni dall’uscita di Avatar – La via dell’acqua, James Cameron ci riporta su Pandora con il terzo capitolo, che ha come sottotitolo “Fuoco e cenere”. Uno dei film più attesi dell’anno e che molto probabilmente sarà capace di fare grandi numeri al botteghino anche prima della fine del 2025. Anche per questo motivo, in questa recensione cercheremo di fare meno spoiler possibili, limitandoci a una sinossi sulla primissima parte del lungometraggio e a commentare qualche novità da tempo visibile nei trailer ufficiali.

Oona Chaplin è Varang.

È passato un anno dall’ultimo scontro tra umani e Na’vi, che è costato la morte a Neteyam (Jamie Flatters), il primogenito di Jake Sully (Sam Worthington) e Neytiri (Zoe Saldaña). Questa famiglia è rimasta spezzata dal lutto. Soprattutto la madre, che da quella tragica notte ha cominciato a odiare ancor di più Spider (Jack Champion), il quale si trova anche in difficoltà nel vivere in sicurezza al villaggio Metkayina per via del rischio di restare senza ossigeno. I loro avversari sono invece più compatti, ma fino a un certo punto. Anche il Colonello Miles Quaritch (Stephen Lang) ha i suoi contrasti da affrontare. Lui vorrebbe a tutti i costi la vendetta nei confronti di Jake Sully, mentre il suo superiore, il Generale Frances Ardmore (Edie Falco) preferisce insistere nella caccia ai Tulkun. In tutto questo trambusto, spunta una nuova tribù di Na’vi, i Mangkwan. Un popolo devoto al fuoco e alla cenere e comandato da Varang (Oona Chaplin). Anche e soprattutto per via di questo popolo ostile, ci saranno nuove battaglie senza esclusioni di colpi.

Spider (Jack Champion) e Quaritch (Stephen Lang).

Avatar– Fuoco e cenere è il capitolo più bellicoso di questa saga, dove verranno ripresi alcuni espedienti narrativi dei precedenti capitoli durante i combattimenti. Per qualche spettatore tutto ciò sarà un punto debole, ed è legittimo pensarlo, ma al tempo stesso bisogna ricordare che anche uno come Tolkien amava ripetersi (in particolare con le grandi aquile) e in ogni caso James Cameron con la sua regia e la sua supervisione riguardo agli effetti speciali e visivi, ha saputo rendere il tutto epico, maestoso e naturalmente anche struggente. Avatar continua inoltre a raccontare in maniera sempre più spettacolare ed approfondita il genere western tra le galassie. I Mangkwan non sono altro che una precisa rappresentazione del Regno di Dahomey centroafricano o delle tribù di nativi americani come Pawnee. Popoli indigeni che si sono alleati con gli europei invasori non solo per sopravvivenza, ma anche e soprattutto per il desiderio di sopraffare i loro storici avversari.
Complici nella tratta degli schiavi, dell’annientamento delle tribù confinanti, ed affascinati dalle armi da fuoco, così da annientare coloro che sono rimasti fermi ad utilizzare arco e frecce.

Neytiri (Zoe Saldaña) e Jake Sully (Sam Worthington).

Avatar– Fuoco e cenere è un film che parla molto di evoluzione. Sia quella strettamente biologica (anche questo viene accennato nei trailer), ma anche per ciò che riguarda la mentalità. Se i giovani, sia Omatikaya che Metkayina, ne La via dell’acqua avevano dato in breve tempo una grande dimostrazione di inclusione e adattamento, lo stesso non lo si può dire dei Na’vi adulti. Ronal (Kate Winslet) e Neytiri sono state invece le maggiori protagoniste di queste mancanze. Soprattutto la seconda, che nel secondo capitolo era rimasta troppo legata al suo clan, tanto da non voler neanche provare a cavalcare una delle tante creature dell’acqua (al contrario di suo marito, che si è subito tuffato in questa esperienza), così come il suo odio nei confronti di Spider solo perché umano sembra la dimostrazione di come certe tragedie possano davvero cambiare radicalmente le persone. Perché Neytiri non è stata sempre così, altrimenti non avrebbe amato il terrestre Jake Sully. Ha solo bisogno di ricordare i valori importanti della vita. Ci riuscirà entro la fine di questo film?

Tutto questo in quasi 200’ di lungometraggio, che possono naturalmente sembrare troppi, ma per coloro che hanno amato fin dal 2009 questo fantastico pianeta ideato da James Cameron, è forse l’esatto contrario. Chissà se ci sarà davvero e quanto tempo ci vorrà per Avatar 4… intanto, non si può far altro che passare le festività natalizie 2025… e oltre, con questa nuova avventura tra il fuoco e la cenere, grazie alla distribuzione di 20th Century Studios e Disney Italia, e con il nostro doppiaggio nuovamente curato da Marco Mete.

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