Alcuni giorni fa, abbiamo avuto il piacere di incontrare Ke Huy Quan, ex giovane star degli anni ’80 nota per i ruoli iconici di Short Round in Indiana Jones e il tempio maledetto di Steven Spielberg e de I Goonies di Richard Donner. Dopo circa vent’anni di assenza dalle scene, Quan ha deciso di ritornare sul grande schermo prendendo parte a Everything Everywhere All at Once, bizzarra pellicola incentrata sul concetto del multiverso e che mischia fantascienza, commedia e dramma. L’attore ha presentato il film a Roma, in compagnia del produttore Jonathan Wang.
Ke, quando hai letto la sceneggiatura di questo film, così folle e fuori di testa, cos’hai pensato? Cosa ti ha spinto a prendere parte al film?
Ke Huy Quan: Ricordo molto bene quando ho letto per la prima volta la sceneggiatura. Ho riso tantissimo, ma ho anche pianto. Era veramente bellissima e non riuscivo a crederci! Ho lavorato a Hollywood per molti anni e, onestamente, non si trovavano molte sceneggiature scritte appositamente per personaggi asiatici. È qualcosa che ho pregato di avere per molto tempo ed è per questo che mi sono emozionato quando l’ho letta. Era un film che volevo vedere sul grande schermo, indipendentemente dalla mia presenza o meno. Ovviamente, volevo farlo a tutti i costi e ho pregato, ho espresso un desiderio e non credevo che si sarebbe esaudito. Ecco cosa provo per questo progetto. Ci sono voluti più di due anni per realizzarlo e sono passati sei mesi da quando è uscito negli Stati Uniti. Sono grato ogni giorno e a volte devo darmi un pizzicotto per essere certo che tutto sia accaduto veramente.
Quanto ti sei divertito nell’interpretare un tranquillo padre di famiglia e un personaggio d’azione, che ricorda molto Data de I Goonies visto che utilizza una certa varietà di gadget?
Non potevo credere di poter interpretare tutte queste varianti del personaggio. Credo che il dio della recitazione mi abbia tenuto d’occhio, prendendosi cura di me e dicendomi “non hai lavorato per quasi vent’anni e adesso ti concedo qualcosa di speciale”. Mi è piaciuto veramente tanto.
È anche un ruolo d’azione, ci sono tante scene di arti marziali. Come ti sei preparato?
Mi sono allenato con un team per quattro settimane, perché si trattava di uno stile particolare, anche se avevo un già una certa conoscenza delle arti marziali. Ho dovuto lavorare sodo. Mi piacciono i film d’azione e non potevo crederci quando mi è stato proposto. L’ho fatto per molti anni dietro la macchina da presa, allenando altri attori e non potevo immaginare di poterlo rifare davanti alla cinepresa.

Ci sono tante varianti di Waymond. Qual è la tua preferita? Cosa pensi della libertà che concede questo film a livello recitativo?
Ke Huy Quan: Per me è stato incredibile interpretare le varianti dello stesso personaggio e le adoro tutte. Ognuna significa qualcosa di diverso per me e avranno sempre un posto speciale nel mio cuore, specialmente quella ispirata al personaggio di In the Mood for Love. E adoro anche Alpha Waymond, perché è quello che volevo essere quando ero più giovane e, per via del mio fisico minuto, non ho potuto farlo. Ma adoro anche la versione in cui è molto gentile e amorevole. Le ho amate tutte.
Jonathan Wang: se avete notato, il formato del film cambia continuamente e questo caratterizza tutti i vari multiversi. Oppure cambiano i colori, gli effetti visivi. Il mio universo preferito è quello di Raccacoonie, è molto divertente. La ragione per cui lo preferisco è che mio padre è di Taiwan e lì spesso sbagliano la pronuncia dei titoli dei film. E lui lo faceva sempre. Quindi è per questo che ha un posto speciale.
Parlando del cast che ti ha accompagnato: come è stato condividere il set con due grandi star come Michelle Yeoh e Jamie Lee Curtis?
Ke Huy Quan: È stato incredibile. Per quanto siano leggendarie come attici, sono persone molto gentili, generose e divertenti. Ogni giorno andare sul set era una vera gioia e ho imparato molto da loro. Sono state davvero molto generose, perché quando ho iniziato le riprese ero molto nervoso e loro mi sostenevano, mi dicevano frasi del tipo “hai fatto un ottimo lavoro! Sei stato grande!”. Ha significato molto per me

In una sceneggiatura così folle e geniale allo stesso tempo, quanta libertà avete avuto sul set?
Ke Huy Quan: Per me quello che è stato davvero incredibile è che la sceneggiatura era scritta meravigliosamente bene e, dal momento che abbiamo iniziato le riprese, non ci sono stati cambiamenti. Come sapete, il mio personaggio ha parecchi dialoghi e ho speso un sacco di tempo a memorizzare tutto prima di iniziare. Fortunatamente non è stato cambiato nulla, altrimenti sarebbe stato difficile memorizzarle di nuovo. I Daniels sono stati talmente bravi con la direzione e con la scrittura della sceneggiatura, che sapevo benissimo come fossero queste varianti. Dovevo solo entrare sul set e rendere giustizia ai personaggi.
Jonathan Wang: I Daniels hanno questa filosofia: rapporto 80-20. Ovvero, l’80% è il contributo che i loro collaboratori devono dare, dicendo “rendetelo migliore possibile”. Il 20% è esattamente come pensano che debba essere, come lo vogliono. Per esempio, nelle scene di combattimento volevano vedere la faccia di Ke, vedere che fosse lui a combattere, ma per il resto hanno lasciato enorme libertà a tutti per realizzare quello che volevano. Ecco perché è così particolare, così personale. Hanno pensato e ritenuto che fosse l’unico modo possibile per far sì che il contributo fosse fattivo. Non sarebbe riuscito così bene se fosse stato più preciso e più diretto, sarebbe venuto meno spontaneo.

Ke, sei diventato un’icona del cinema anni ’80 con Indiana Jones e il tempio maledetto e I Goonies. Secondo te in che maniera e quanto è cambiato il cinema di intrattenimento per ragazzi dagli anni 80 ad oggi?
Ke Huy Quan: Penso che quando si parla di film, sia di altre decadi o di adesso, c’è sempre la sfida di come raccontare una buona storia con personaggi interessanti. In questi termini, nulla è cambiato. Oggi è molto più difficile realizzare dei film. Allo stesso tempo, da attore, ci possono essere più possibilità, perché ora ci sono grandi studi e grandi servizi di streaming. Quello che è cambiato negli ultimi anni, è che Hollywood è diventata più inclusiva e abbiamo visto molte più rappresentazioni asiatiche. Sono molto grato per questo, perché anni fa non avrei mai potuto stare qui a parlare con voi.
Jonathan Wang: Sapete bene che quello che ottiene un maggior numero di click non è una bella prosa all’interno di una struttura creativa, ma magari un titolo che dice “Ke ha preso a cazzotti Kim Kardashian!”. Nella narrazione, quello che attira la massima attenzione è il minimo comune denominatore. Per cui, per realizzare un buon film, questo è fondamentale ed è quello che ci siamo chiesti con i Daniels: come possiamo raccontare una bella storia, rendendola interessante e attraente? Il concetto è di non nascondere le verdure dentro una caramella, ma di rendere le verdure appetibili in modo che le persone vogliano mangiare proprio quelle. Questo è quello che avrete con questo film: c’è il trauma, lo scontro generazionale, c’è la riconciliazione familiare, c’è una storia di immigrazione, ma tutto confezionato in maniera così divertente da attirare il pubblico. Quindi cercare di capire cosa voler raccontare e confezionarlo in modo che Hollywood voglia partecipare.
Ke, nella tua vita privata, quanto ha influito essere stato una giovane star del cinema?
Ha avuto un forte impatto su di me. La mia esperienza nell’aver lavorato con Steven Spielberg, George Lucas e Harrison Ford è stata talmente meravigliosa, che ha instillato in me la convinzione che essere un attore è meraviglioso. E poi, avere avuto questa seconda chance di tornare davanti alla macchina da presa… amo la recitazione. La amo oggi esattamente come l’ho amata durante primo film che ho realizzato. Non avrei mai potuto interpretare Waymond in questo modo, se non avessi fatto l’esperienza di vita che ho avuto.
Film come Spider-Man: No Way Home e Doctor Strange nel multiverso della follia, che per l’appunto trattano la tematica del multiverso, hanno in qualche modo reso difficile la realizzazione di questo film?
Jonathan Wang: il nostro film è stato scritto molto prima dell’uscita di questi film. Il problema è che c’è voluto molto tempo per realizzarlo e i Daniels erano molto nervosi, perché il pubblico avrebbe pensato che l’intenzione fosse quella di copiare in qualche modo la Marvel. Nonostante questo, siamo andati avanti, perché volevamo realizzare il film a tutti i costi.