Nella città di New York, presso Terra 828, insieme a milioni di persone vivono anche Reed Richards (Pedro Pascal), Sue Storm (Vanessa Kirby), Ben Grimm (Ebon Moss-Bachrach) e Johnny Storm (Joseph Quinn). Una famiglia allargata al di fuori del comune, perché oltre ad essere dei grandi cervelloni sono anche conosciuti come Mister Fantastic, la Donna Invisibile, la Cosa e la Torcia Umana. Sono i supereroi di quella Terra, semplicemente i Fantastici Quattro. La loro routine viene spezzata il giorno in cui compare nella Grande Mela un araldo dalle fattezze femminili conosciuto come Shalla-Bal (soprannominato presto Silver Surfer per via delle sue particolari caratteristiche), la quale annuncia l’imminente fine del loro pianeta ad opera di Galactus, il divoratore di mondi. Toccherà naturalmente ai Fantastici Quattro salvare la situazione: un’impresa non facile, anche perché Sue è incinta, ma dato che il tempo stringe la missione non può certo attendere.

I Fantastici Quattro – Gli inizi non è solo il film che dà il via alla Fase 6, ma è anche il primo lungometraggio del Marvel Cinematic Universe dai tempi del primo Iron Man completamente stand alone, ossia scollegato da tutto il resto. Non c’è alcun bisogno di aver visto nessuno dei precedenti capitoli e tantomeno le serie televisive, perché oltre ad essere ambientato su una Terra completamente diversa rispetto al passato, neanche le due scene dopo i titoli di coda hanno inserito riferimenti all’universo finora conosciuto.

Come successo con Superman di James Gunn (leggi qui la nostra recensione), questo nuovo film di Matt Shakman (alla sua seconda regia cinematografica dopo Cut Bank – Crimine chiama crimine) va dritto al sodo. Viene dato per scontato che chi andrà al cinema a vedere questo lungometraggio, conosca già da tempo le origini dei superpoteri di questi iconici personaggi. Del resto, oltre ad essere apparsi per la prima volta nei fumetti nel 1961, questa famiglia nata dalla mente di Stan Lee e dalle matite di Jack Kirby era già apparsa ben dieci volte (tra lungometraggi live action e serie animate) nel mondo del mercato audiovisivo.
I primi quattro anni di carriera dei Fantastici Quattro vengono dunque riassunti da un piccolo intro presentato da Ted Gilbert (Mark Gatiss), in uno show che rimanda a quello di Ed Sullivan negli anni ‘60, al pari del resto dell’ambientazione. Questa Terra 828 è decisamente affascinante, perché è sia vintage che futuristica. Gli anni Sessanta si mescolano a delle invenzioni ancora mai realizzate, come ne I pronipoti (The Jetsons), anche loro apparsi per la prima volta in TV in quel decennio.

Il tono della pellicola è abbastanza diverso da ciò che abbiamo visto in passato per quel che riguarda i Fantastici Quattro e completamente differente da tutto il Marvel Cinematic Universe. Forse è proprio dovuto al cambio di Terra (che è anche un meraviglioso omaggio al leggendario Jack Kirby), perché siamo di fronte al lungometraggio più drammatico e serioso di questo franchise disneyano dei personaggi della Marvel Comics. L’ironia è comunque presente (la Torcia Umana continua ad essere un Don Giovanni e a litigare ogni tanto con la Cosa), ma è usata con il contagocce e soprattutto è assente nelle scene drammatiche. Nessuna battuta infelice ha quindi rovinato il pathos di un combattimento o di una situazione di grave pericolo per i nostri eroi. Forse tutto questo sarà la classica rondine che non fa primavera, o forse no… intanto gustiamoci questo bellissimo presente, ossia un vero e proprio inizio grazie alla Fase Sei.
I Fantastici Quattro – Gli inizi è al cinema da mercoledì 23 luglio grazie a Disney e con una piccola curiosità per quel che riguarda la versione italiana: Massimo Corvo, dopo aver doppiato nel 2007 Silver Surfer, in questo film del 2025 è invece la voce del suo padrone, Galactus.
VALERIO BRANDI