Vent’anni dopo si sono ritrovati i moschettieri… ma anche Miranda e Andrea. Nonostante siano passati due decenni, i protagonisti de Il diavolo veste Prada sono pronti a tornare al cinema e l’Italia, anche questa volta, sarà in anticipo rispetto agli Stati Uniti.

Stesso regista, stessa sceneggiatrice, stesso cast principale, stessi doppiatori italiani. E la sinossi?
Simile, ma non troppo, a quella del 2006, ma andiamo con ordine. Proprio nella sera in cui sta per ottenere un importante riconoscimento, Andrea “Andy” Sachs (Anne Hathaway), scopre insieme ad altri colleghi, e con freddo messaggio, di essere appena stata licenziata dalla sua testata. Il mondo le crolla addosso, soprattutto in questo periodo storico sempre più nefasto per chi vuole fare il giornalista. Fortunatamente (o forse no?) questa incertezza sembra durare poco: in breve tempo le arriva una nuova proposta lavorativa da parte di Irv Ravitz (Tibor Feldman). Il presidente di Runway le propone un impiego come Features Editor. Ora la vera domanda è: Andy è davvero pronta a lavorare di nuovo per Miranda Priestly (Meryl Streep)?

Sulla trama de Il diavolo veste Prada 2 non diciamo altro per non rovinare l’esperienza in sala agli appassionati che aspettavano da tempo questo grande ritorno e lo stesso discorso vale per i tanti camei di personaggi reali del mondo della moda: strizzate voi gli occhi per scoprirli tutti! Possiamo dire che questo film è riuscito ad essere più divertente e godibile rispetto al primo, soprattutto per coloro che non sono tanto appassionati di moda. Questa volta si parla meglio, rispetto al passato, dei problemi sul posto di lavoro, oltre ad evidenziare le difficoltà dovute a un mondo che purtroppo sta diventando fin troppo tecnologico. Inoltre, il personaggio di Miranda è stato reso più umano ed umile (ma non troppo) rispetto all’ultima volta, permettendo allo spettatore di empatizzare maggiormente con esso. Riguardo alle parti spiritose, Il diavolo veste Prada 2 è in grado di regalare maggiori momenti di ilarità al pubblico grazie al personaggio di Nigel Kipling, con Stanley Tucci ancor più sugli scudi rispetto a vent’anni fa.

Menzione d’onore anche per il doppiaggio italiano. Purtroppo non c’è più l’indimenticato Tonino Accolla alla direzione, ma colei che ne ha raccolto l’eredità (Fiamma Izzo) ha fatto comunque un buon lavoro. Come accennato all’inizio, il cast vocale, nonostante il tanto tempo trascorso tra un capitolo e l’altro, è rimasto praticamente immutato. Insieme alla leggendaria Maria Pia Di Meo (Miranda Priestly) sono tornati Gabriele Lavia (Nigel Kipling), Connie Bismuto (Andy Sachs), Francesca Manicone (Emily Charlton) e Alessandra Cassioli (Lily). Michele Gammino ha sostituito Davide Marzi su Irv Ravitz, mentre i nuovi personaggi sono stati doppiati da Edoardo Stoppacciaro (Jay Ravitz), Fabrizio Vidale (Benji Barnes), Marco Mete (Stuart), Riccardo Niseem Onorato (Peter), Giuppy Izzo (Sasha Barnes), Giulia Franceschetti (Amari Mari) e Perla Liberatori (Tessa).
Il diavolo veste Prada 2 è nelle sale da mercoledì 29 aprile, distribuito da Disney/20th Century Studios.