Kill Bill doveva essere un’unica grande opera. L’ambizioso quarto film scritto e diretto da Quentin Tarantino avrebbe superato di gran lunga il minutaggio dei precedenti lavori, al pari di epopee come C’era una volta in America della guida Sergio Leone.

Per Harvey Weinstein, lo spietato capo della Miramax ormai noto principalmente per i suoi reati sessuali, una durata di oltre quattro ore sarebbe stata inammissibile e bisognava per forza di cose scendere a compromessi: o Tarantino effettuava dei pesanti tagli, oppure doveva acconsentire ad una divisione in due parti. Il regista non ci pensò molto e scelse ovviamente la seconda opzione, in modo da poter salvaguardare il senso dell’intero lavoro.
Ecco quindi Kill Bill: Volume 1 e Volume 2, due film distribuiti a distanza di sei mesi l’uno dall’altro fra il 2003 e il 2004. Doppio biglietto per il pubblico e doppi incassi per la gioia dell’efferato produttore. Nonostante la pressione ricevuta, l’autore non ha per niente rinnegato questa operazione, che gli consentì comunque di avere più tempo per completare il secondo atto. A distanza di vent’anni circa, Quentin Tarantino ha finalmente ottenuto i diritti di sfruttamento per ripresentare l’intero lavoro così com’era stato pensato. Kill Bill: The Whole Bloody Affair è ora pronto per le sale italiane, dopo l’uscita statunitense dello scorso dicembre. Ma il pubblico sarà disposto ad impegnare il proprio tempo per una permanenza in sala di 281 minuti?

Passiamo ad alcuni dettagli: la più grande variazione di questa versione è senz’altro la conclusione della vendetta di O-Ren Ishii, una sequenza anime diretta da Kazuto Nakazawa. Con questa integrazione, viene finalmente svelata non solo la sorte, ma anche l’identità di uno dei sicari del Boss Matsumoto. Per molto tempo alcuni appassionati avevano ipotizzato chi potesse celarsi dietro quell’enigmatico personaggio, anche se lo stesso Tarantino aveva da sempre smentito questa teoria. Ora lo spettatore viene completamente privato di questa fantasia. Una mossa inopportuna? Ricordiamo che Kill Bill: Vol. 1 rimarrà sempre disponibile per chi è contrario.
Gli altri cambiamenti riguardano le scene sanguinolente, con braccia mozzate e budella finalmente in piena esposizione, originariamente tagliuzzate qua e là – si perdoni il gioco di parole – per ottenere un rating NC-17 (vietato ai minori di 17 anni). Memorabile l’utilizzo del bianco e nero per desaturare il sangue durante lo scontro fra la Sposa (Uma Thurman) e gli 88 folli, ora completamente abbandonato.
Ovviamente inevitabile il rimaneggiamento dell’epilogo e dell’introduzione di Vol. 1 e Vol 2, per collegare entrambe le parti. Nel farlo, però, il regista sceglie di privarci del cliffhanger del primo capitolo, tagliando un’importante battuta fuori campo di Bill (David Carradine), decidendo così di dirottarlo esclusivamente all’ultimo atto per lo stupore dei neofiti.

Ma Quentin Tarantino, in tutto questo, ci gioca anche un tiro: sfida i suoi fedelissimi ad attendere la fine dei titoli di coda per offrire un “capitolo perduto”, uno scontro mai girato per questione di budget e ripristinato grazie ad un’animazione videoludica. Una sequenza che finalmente spiega cosa sia successo alla Pussy Wagon di Buck (Michael Bowen).
“Ci sono dei film che quando li tagli diventano più lunghi dell’originale, perché naturalmente, perdendo tutta la ragione dell’essere, finiscono per essere anche noiosi”
Questo è quanto disse Sergio Leone in merito alla versione ridotta e in ordine cronologico di C’era una volta in America,uscita solo e disastrosamente negli Stati Uniti. Se la preoccupazione del pubblico è il minutaggio di 281 minuti, possiamo garantire che la visione di The Whole Bloody Affair è talmente godibile e scorrevole da essere percepita come durasse la metà. Ma ci sarà modo di poter fare una pausa? Tranquilli, il buon Quentin ha pensato anche a questo, inserendo un intermezzo che ricorda proprio quello presente – magnifico esempio – nel sopracitato film di Leone.
Kill Bill: The Whole Bloody Affair un’esperienza cinematografica talmente unica che non può essere ignorata e che potrà essere fatta solo dal 28 maggio al 3 giugno, grazie a Midnight Factory e Plaion Pictures.