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BACKROOMS di Kane Parsons

by Valerio Brandi

Una persona nel 1990 fa partire una registrazione. Quando comincia il video, vediamo ciò che vede lui: una serie di stanze, quasi tutte rivestite di una carta da parati di colore giallo. Pochi mobili, sparsi a caso qua e là, e mentre si avvia in esplorazione succedono cose strane. Prima una sorta di attacco da parte di un gabbiano, in stile Gli uccelli di Alfred Hitchcock, e subito dopo l’individuo si accorge che in quel posto c’è qualcosa di più grosso e spaventoso che gli sta dando la caccia. Cerca di fuggire, ma si ritrova in un vicolo cieco, e dopo qualche urlo la registrazione si interrompe…

Chiwetel Ejiofor è Clark.

Chi andrà a vedere al cinema Backrooms, senza conoscere tutta la storia dietro questo progetto, cosa potrà pensare dopo questo prologo? Che siamo di fronte a una versione moderna del mito del Minotauro di Minosse e Teseo? In parte può essere così, ma appunto, la questione è molto più definita. Le Backrooms, ossia le stanze sul retro, sono una delle tante leggende metropolitane orrorifiche nate su Internet, ossia le creepypasta.

Un’immensa estensione extra-dimensionale di stanze vuote, un infinito labirinto di muri gialli e altri ambienti liminali, accessibile uscendo dalla realtà mediante il “noclip”.

Questo è ciò che riporta Wikipedia, una descrizione che ti fa pensare all’episodio La bambina perduta della serie televisiva Ai confini della realtà del 1962. Una puntata di una serie iconica che non poteva non essere replicata in una versione differente: infatti già nel 1995 abbiamo avuto Homer³, episodio speciale di Halloween de I Simpson. E poi c’è stato un ragazzo che, nel 2022, ha un po’ rivoluzionato le Backrooms. Allora sedicenne, Kane Parsons mandò in rete su Youtube The Backrooms (Found Footage). Una ripresa amatoriale, ma al tempo stesso estremamente convincente ed inquietante. Quel video diventò virale in breve tempo, tant’è che continuò a girare altri episodi di questo genere, fino ad arrivare appunto sul grande schermo.

Renate Reinsve è la Dott.ssa Mary KIine

Dopo il già accennato prologo, realizzato alla stessa maniera dei cortometraggi di YouTube, la regia di Kane Parsons è passata a riprese più stabili, per introdurre i due protagonisti di questa storia. Il primo è Clark (Chiwetel Ejiofor), un uomo che non è riuscito a trovare lavoro come architetto e ha dovuto ripiegare su un’attività commerciale, come quella di un negozio di mobili. Gli affari purtroppo non vanno bene, e questo gli ha creato problemi con sua moglie, tanto da essere costretto a vivere nel suo punto vendita e ad andare in terapia presso la Dott.ssa Mary Kline (Renate Reinsve).

Ma una notte le cose cambiano radicalmente. Già da giorni l’edificio era soggetto a continui blackout, ma quella sera erano più strani del solito. Clark si reca nei sotterranei, e scopre l’esistenza di una parete noclip, ossia in grado di farti attraversare un muro (e se non avete visto l’episodio di Ai confini della realtà, o quello de I Simpson, magari il binario 9¾ di Harry Potter vi è più familiare). Clark è sconvolto da tutto ciò. Prova a parlarne con Mary, ma giustamente lei non gli crede. Decide di portarle prove concrete, coinvolgendo altre persone in questa angosciante esplorazione…

Non diciamo altro per non fare ulteriori piccoli spoiler. L’unica critica che si può fare al film di Backrooms è che la parte terapeutica di Clark in spiegazione all’esistenza di quel posto convince fino a un certo punto. Fortunatamente, dopo quell’intermezzo, la regia torna sui passi iniziali, mostrandoci un finale spaventoso e molto criptico, in cui si nota la passione di Kane Parsons per il manga/anime L’attacco dei giganti.

Backrooms è nelle sale da mercoledì 27 maggio 2026 su distribuzione I Wonder Pictures.

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