Home Film La recensione di Tron: Ares

La recensione di Tron: Ares

by Valerio Brandi

Nel mondo odierno, a contendersi il primato di miglior società informatica del pianeta sono la Dillinger e la ENCOM. Entrambe vanno forte per quel che riguarda il mondo dei videogiochi, ma il loro vero obiettivo è trovare un modo per trasporre l’intelligenza artificiale nel mondo reale. 

Evan Peters è Julian Dillinger, erede di Edward Dillinger.

E se per quel che riguarda la prima azienda, presieduta da Julian Dillinger (Evan Peters), erede di Edward (interpretato nel 1982 da David Warner), l’obbiettivo è il potenziamento militare, la ENCOM di Eve Kim (Greta Lee) punta invece a migliorare il mondo con l’innesto delle AI nei campi dell’alimentazione e della sanità. E al momento ci sono riusciti, anche se le loro creazioni nel mondo reale restano in vita solo per 29 minuti. Ma se si trovasse un modo per prolungare questo periodo di tempo? Se lo chiede anche Ares (Jared Leto), combattente digitale al servizio di Dillinger, che quando comincia ad accorgersi di essere solo una pedina nelle mani di un megalomane guerrafondaio, comincia ad evolversi e a decidere da quale parte stare veramente.

Era appunto il 1982 quando la Disney ci regalò un nuovo prodotto decisamente all’avanguardia. 
Tron di Steven Lisberger venne realizzato con immagini generate direttamente al computer, le quali erano integrate alla perfezione con le riprese dal vero grazie a un certosino ritocco fotogramma per fotogramma. Quando gli esseri umani finivano nella Rete (Grid), diventavano anche loro come gli avatar presenti in quel mondo virtuale, ossia con quel colorito grigiastro che, cinematograficamente parlando, non sembra invecchiato di un giorno.

Jared Leto è il programma Ares.

La bellezza del Grid di Tron va ben oltre la nostalgia o il fascino retrò e per questo lo hanno saggiamente riproposto in una piccola parte in questo lungometraggio, cosa che Joseph Kosinski nel 2010 con Tron: Legacy aveva deciso di non fare, limitandosi a richiamare qualche attore del primo capitolo ancora in attività, come Jeff Bridges, il quale è tornato anche in questa occasione ad interpretare il suo vecchio personaggio.  
 
Il revival del 1982, oltre ai vari easter egg presenti all’interno del lungometraggio, sono dunque le scelte più azzeccate di Tron: Ares, ma il film di Rønning ha una sceneggiatura molto più buona rispetto a Legacy. Viene riproposto non solo in chiave “collodiana” (Pinocchio viene direttamente citato ad un certo punto), ma anche in quella pop (impossibile non pensare al David di A.I. – Intelligenza artificiale) il desiderio di Ares di restare vivo, perché è così che si sente. Inoltre, questo capitolo ha deciso di mostrarci, implemento militare a parte, soprattutto i lati positivi dello sviluppo dell’intelligenza artificiale: il già accennato miglioramento sanitario ed alimentare.

Greta Lee è Eve Kim, CEO della ENCOM.

Da encomiare anche il fatto che, nonostante il tema trattato, non è un film con un sovrautilizzo di CGI: molte riprese, comprese quelle che mostrano le esplosioni e le macerie lungo le strade, sono state realizzate dal vivo a Vancouver, con alcune chicche come l’auto della polizia, la quale, incredibile ma vero, è stata tagliata anche in maniera artigianale. 

Non stiamo comunque parlando di un capitolo privo di difetti o comunque paragonabile a quello del 1982: come in Legacy, anche Ares non riesce ad essere innovativo dal punto di vista estetico. Le armature, le armi e le scene d’azione ambientate nel Grid e nel mondo moderno non hanno nulla di speciale. Una serie di elementi già visti e rivisti. Se stiamo usando così spesso il termine Grid è anche per il fatto che la versione italiana questa volta non ha tenuto conto dell’adattamento nostrano di Roberto De Leonardis, quando il Grid era diventato “Rete”.

Il ritorno di Kevin Flynn (Jeff Bridges).

Tron: Ares non è stato dunque eseguito presso la Royfilm srl con la traduzione di Nunziante Valoroso, come avvenuto con Legacy, ma presso la Pumais Due. Con i dialoghi di Fiamma Izzo e la direzione di Francesco Venditti, abbiamo avuto dunque la terminologia originale della rete del mondo di Tron, e un cast vocale composto da Emiliano Coltorti (Ares), Alessia Amendola (Athena), Sara Ferranti (Eve Kim), Alessandro Campaiola (Julian Dillinger), Claudia Catani (Elizabeth Dillinger), Davide Perino (Seth Flores), Stefano Brusa (Aiay Singh) e Rodolfo Bianchi (Kevin Flynn).  

Tron: Ares è al cinema da giovedì 9 ottobre 2025 distribuito da Walt Disney Studios Motion Pictures Italia.  

VALERIO BRANDI

You may also like

Leave a Comment

* By using this form you agree with the storage and handling of your data by this website.

This website uses cookies to improve your experience. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish. Accept Read More