Il giovane Brian (Samuel Bottomley) si è messo nei guai. Sua madre Nessa (Samantha Morton) non sa come fare, così suo marito Jem (Sean Bean), che è anche lo zio del ragazzo, decide di partire per le foreste dello Yorkshire per rivedere suo fratello Ray (Daniel Day-Lewis), che è appunto il padre naturale di Brian.

Da tempo Ray si è isolato da tutto e da tutti per via dei fantasmi del suo passato; quindi, questo tentativo di ricongiungimento familiare si preannuncia fin da subito molto difficile. Ma Jem, al pari di Ray, è un osso duro e ci vuole comunque provare. Come andrà a finire questa storia?
“Here I go again…”
Queste parole, pronunciate da Daniel Day-Lewis in occasione della masterclass organizzata da Alice nella Città presso l’Auditorium Conciliazione di Roma, lo scorso 18 ottobre, ci ricordano che l’iconico Bill il macellaio è una sorta di Michael Jordan del mondo del cinema. Dice che si ritira, ma poi ritorna…
Certo, sono passati diversi anni da Il filo nascosto, e forse questo ritorno è davvero una cosa una tantum e nulla più, dato che si tratta del primo film da regista di suo figlio Ronan. In ogni caso, meglio così, perché parliamo di uno dei migliori attori di sempre della storia del cinema, un talento ribadito anche in questa occasione.

Quando il personaggio di Daniel Day-Lewis comincia ad aprirsi, rinunciando a quella sorta di mutismo selettivo nei confronti del fratello durante il primo atto del lungometraggio, ecco che Anemone comincia a diventare un film intenso e anche commovente. Ray, sia attraverso le sue lacrime, ma anche le risate comincia a raccontare tutti i motivi per cui ha deciso un giorno di allontanarsi dal resto della famiglia e dalla società.
Anemone ci parla dei traumi dovuti ad alcuni dei mali più antichi di questo mondo. La guerra, essenzialmente (in questo caso il conflitto nordirlandese, conosciuto come The Troubles), ma anche gli abusi familiari e da parte del clero. Un confronto ricco di particolari e senza esclusioni di colpi, in cui anche un grande attore come Sean Bean ha fatto egregiamente la sua parte.

Molto belle le ambientazioni naturalistiche (con appunto gli anemoni spesso presenti in scena) così come la ricostruzione della baita, piena di oggetti di scena dal fascino vintage e retrò.
Un’opera prima decisamente sufficiente per Ronan Day-Lewis, che poteva essere ancor più convincente se la prima parte fosse stata diretta in maniera più veloce (o al limite con qualche limatura in quanto al minutaggio) e senza tutte quelle fin troppo criptiche scene oniriche. Anemone dura alla fine solo 121’, ma considerando questo primo atto si ha la sensazione che duri davvero molto di più. Dopo la già citata presentazione da parte di Alice nella città, Anemone è nelle sale da giovedì 6 novembre grazie alla distribuzione di Universal Pictures.
VALERIO BRANDI